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martedì, luglio 15, 2008 Volete sentirvi soli, ma soli veramente? Apritevi una stanza su Lively. Extraterrestre, portami via, voglio tornare, indietro a casa miaaaaa....:-)
postato da 02068449 |
16:25 | commenti (2)
categorie: litanie personali, software e applicazioni, chat e instant messaging giovedì, giugno 26, 2008 Istanbul Vorrei tanto scrivere il post che ho in testa per parlarvi del forum di ieri, ma sono in partenza per Istanbul e sto chiamando il taxi. Al mio ritorno spero di ricordarmi che cosa volevo dire (ma si dai...). Ci si risente settiama prossima. Ciao
lunedì, giugno 23, 2008 Eccomi Ebbene si, ci sono anche io. Domani parto per Milano col mio zaino 2.0 in spalla (e questo chevvordì, che lo portiamo un po' per uno? Battutona.) e mercoledì sarò a Varese all'international forum on enterprise 2.0. Visto il parossistico periodo di lavoro che attraversa la mia vita, questo evento posso considerarlo una specie di vacanza (nota bene la dislocazione a sinistra del complemento, tipica dell'italiano neo-standard, registro che utilizzo con fierezza ogni volta che posso. Ma poi abbiamo il diritto di affermare che utilizziamo una lingua? Non è piuttosto la lingua che utilizza noi? Essere giocati nel gioco della lingua. Ah, antiche questioni che ritornano. Ma che cosa c'entra questa parentesi? Assolutamente nulla, è solo il caldo che rallenta le mie facoltà razionali, allenta i freni inibitori ed esalta quel retrogusto di cazzeggio che tutte le attività della mia vita, a ben guardare, si portano dietro. E credo che il segreto della felicità stia proprio nel cogliere ogni volta questo gusto sottile, distinguendolo degli altri sapori (ambizione, senso del dovere, necessità materiali, arrapamenti vari) così intensi e dilaganti. Imparare a vivere è insomma come fare un corso da sommelier. Chiusa la doppia parentesi).
E vabbè, in ogni caso io ci sarò di sicuro (nella speranza, il prossimo anno, di avere anche io qualcosa da dire), con tanto di quaderno degli appunti. Ciao ciao. postato da 02068449 |
18:24 | commenti (3)
categorie: segnalazioni, litanie personali, enterprise 20 mercoledì, aprile 30, 2008 Surrealistic FAQ Ecco alcune domande frequenti che emergono durante i miei corsi su intranet, web 2.0 e dintorni. E poi ditemi che non è un lavoro usurante...:-)
- Ma che cos’è un wiki?
- Ok prof, ho appena creato il blog. Ma perché se digito il nome su Google non me lo trova?
- Quindi posso leggere tutte le notizie che voglio mettendo gli RSS sulla mia pagina personale? Ma è sicuro che tutto gratis?
- Ma che cos’è un widget? È tipo un gadget?
- Scusi, ma se tutti possono modificare Wikipedia dove va a finire l’affidabilità delle informazioni?
- Ma perché per fare queste cose devo avere una userid e una Password? Non basta andare sul sito?
- Che cos’è una userid?
- Davvero tutti possono commentare? E se scrivono cazzate?
- Ma il profilo personale non è una cosa un po’ da esibizionisti?
- Queste cose le dirà anche ai nostri dirigenti?
- Tutti modificano online il documento? Ma poi non si crea un casino?
- Quindi per apparire su Google devo farmi linkare? Ma allora se lo dico ad amici e parenti posso fregarlo…
- Scusi non ho capito se stiamo parlando di cose serie o di giochi tra colleghi
- Ma che cos’è un wiki?
sabato, marzo 15, 2008 Grazie Google Mentre, qui alla LUISS, i miei allievi stanno facendo un esercizio (alla LUISS si lavora anche di sabato, putroppo) scopro una cosa incredibile, almeno per me: se si digita "intranet" su Google questo blog appare nella prima pagina dei risultati (ok, in realtà lo avevo notato già da qualche giorno). Considerando che non ho pagato nessuno, che ci sono una marea di altri risultati possibili sul tema e che, alla fin fine, io sono un signor nessuno, lo trovo un risultato strabiliante (che che in parte conferma quallo che poi dico in alula continuamente: contenuti, continuità, relazioni, duro lavoro quotidiano. Altro che banner..). Beh, insomma, sarò un provinciale, ma voglio ringraziare Google, e soprattuto ringraziare voi... :-)) mercoledì, marzo 05, 2008 Ariparto Ed eccomi di nuovo in partenza (non ci posso credere). A questo giro c'è anche la notiziola in rete. :-D Ok, queste sono comunque occasioni nelle quali imparo un sacco di cose (anche sulla mia resistenza fisica). Ciao venerdì, febbraio 22, 2008 Stacco Per qualche giorno sono qui. Ciao ciao.
martedì, febbraio 12, 2008 Nuovi propositi Ho preso una decisione: d'ora in avanti lascerò un commento in ogni blog in cui capito nella giornata, a prescindere dal tipo di blog. Sarà anche un atto di responsabilità verso i miei clic compulsivi (e anche un ritorno alle origini, più di quattro anni fa, quando ho iniziato a bloggare). Quanto durerò? Ma soprattutto, quanto dureranno gli altri? :-)
domenica, febbraio 10, 2008 C'ero anchio Ed è stato bellissimo.
P.S. Dimenticavo di aggiungere i riferimenti: il blog italiano e quello americano da cui è partita l'idea.
sabato, febbraio 02, 2008 Sabato pomeriggio a tutta birra Ho trovato il posto dove andare quando sono triste.
Non pretenede la mia attenzione, non mi ricorda continuamente chi sono, non mi fa pensare compulsivamente a cose che devo fare, non mi costringe ad entrare in velata competizione con nessuno, non ha bisogno di sedurmi né che io sia in qualche modo seduttivo. E un posto simpatico pieno di infinite variazioni della stessa cosa che adoro.
E naturalmente non poteva mancare l'acquisto compulsivo. Alcune bottiglie sono davvero da esposizione.
Hai voglia a fare slide ora. Naturalmente non mi sognerei mai di andare in posti che non siano rigorosamente 2.0. venerdì, febbraio 01, 2008 La vita senza istruzioni Uno strano e interessante articolo sull'uso creativo e divergente di cose (e idee) da parte dei non addetti ai lavori. Spesso, per non dire sempre, gli usi reali sono molto diversi dagli usi progettati. L'articolo non ha uno scopo preciso, se non quello di invitarci a qualche morbida riflessione, o alla formulazione di un qualche abbozzo di domanda. Che in effetti mi viene. Se guardo la mia vita, la tua vita, (e la guardo ogni giorno più faticosamente). E questa indeterminatezza ci ha spaventato, in questo camminare nell'ombra ci siamo feriti. Ma alla fine sarà questo ciò che ricorderemo: le cose che abbiamo dovuto affrontare come enigmi, come strani e bitorzoluti eventi senza eleganza. Eventi. Le cose di cui facciamo esperienza sono le cose che ancora non capiamo e forse la funzione del ricordo, il suo scopo più alto, è quello di permetterci di ricostruire, a posteriori, un senso, di dare un colore alle ambigue mezzetinte del quotidiano. Narrazioni, storie con cui ci curiamo, in cui ci culliamo. E che non bastano mai. Ma forse il progettista è contento così. In fondo a chi verrebbe voglia di stare in un parco giochi di cui conosce tutti i trucchi? Un vaso è un vaso finché non diventa qualcosa d'altro. Quando ci saremo trasformati in utenti esperti, quando le istruzioni ci sarannmo finalmente chiare e sapremo maneggiare questa sostanza senza forma, ecco allora saremo finalmente degli intenditori, ma forse non ci sarà più alcuna "user experience". In fondo la saggezza è il confine dell'esperienza e la vera domanda è quanta esperienza possiamo ancora permetterci prima di trasformarci tutti definitivamente in persone sagge. Spero che niente, alla fine, si realizzi. Perché solo così potrà, forse, realizzarsi tutto.
mercoledì, gennaio 30, 2008 E' uscito? Non è uscito? Boh... Da qui non si capisce...Appena so vi avviso.
domenica, gennaio 27, 2008 Non è la solita musica FInalmente sono riusciti a farlo. Che cosa? Il blog della scuola di musica di Testaccio, ovvero la scuola che è stata il mio ponte emozionale tra Roma e Milano, tra il passato e il futuro, tra la mia vecchia vita, prigioniera dei fantasmi della mia giovinezza e la mia nuova vita piena di promesse, sfide professionali e mozzarelle fritte come antipasto. Quando arrivai a scuola ero il nevrotico permaloso incazzato ansioso di sempre (e Angelo, non so se per sadismo o per maliteso senso di precisione storica, continua a ricordarmelo). Ma del resto liberarsi di queste zavorre non è facile: una nuova città ti offre solo un nuovo palcoscenico, sta a te cambiare il copione che reciti. Spero, alla fine, di esseci riuscito.
mercoledì, gennaio 16, 2008 Anobii, sei ingiusto Questa è la mia libreria su Anobii: ci sono quasi 2.000 volumi, li ho taggati quasi tutti, ho messo più di cento commenti, ho un sacco di vicini, un certo numero di amici, sono iscritto a una marea di gruppi. Insomma, sono attivo. Ma Anobii non si accorge di me.
Lettera aperta al futuro intranet manager Caro neo-laureato, che a volte mi scrivi per chiedermi consigli e che ti domandi, tu che hai studiato Scienze politiche, Lettere moderne, Sociologia, Filosofia eccetera, che ti domandi, dicevo, che cacchio di lavoro potrebbe mai essere quello di occuparti di intranet aziendali e se non sarebbe alla fine uno snaturamento e un ripiego rispetto al tuo talento e alle tue competenze. Tu che hai combattuto mille battaglie e che vuoi dare il tuo contributo in questo Paese, tu che non sopporti quello che vedi in giro e che pensi che se andrai a lavorare in un ufficio comunicazione interna ti venderai al nemico. Ho scritto questa lettera per te, per farti capire i vantaggi e le possibilità che offre occuparsi di intranet nella tua vita. E' un'esperienza che capita spesso agli umanisti (ed è capitata anche a me) quella di dover affrontare il mondo professionale legato al web e di pensare che sia una cosa da ingegneri o da informatici smanettoni, e poi scoprire che questo mondo ha tanti lati e che ciascuno può, un po' magicamente, trovare una sua collocazione. E i nostri padri, nelle aziende di oggi, si chiamano gerarchia, nepotismo, immobilismo, paura.
giovedì, gennaio 03, 2008 News about me Questo è un post di servizio per mia sorella, che in genere si informa sulle novità della mia vita leggendo il mio blog. Allora: mi sono ammalato: ho una tosse del cacchio e sto prendendo la propoli in un formato ridicolo (tipo dei mini-gavettoni da spararsi in bocca). Nel frattempo, come sai, sto cercando di smettere di fumare (terzo tentativo) usando stavolta la vareniclina, e sembra che stia funzionando, ma sono nervoso, nervosissimo: mi incazzo per un nonnulla, mi deprimo per ancora meno e ho una voglia costante di scappare e farmi coast-to-coast con una Harley-Davidson.
Puoi quindi immaginare come vanno le cose qui a casa. Puoi immaginare? No. Ma cambiamo decisamente argomento. Sto costruendo come un forsennato i wireframe di una intranet di un grosso cliente (quello del card sorting) e sono molto depresso perché riesco con molta fatica ad uscire dal cosiddetto portal-style. Tu ti chiederai giustamente che cosa sono i wireframe, che cosa cacchio è il portal-style e da dove salta fuori una cosa come il card sorting: per semplificare diciamo che sono tutte cose che io faccio di solito in Powerpoint. Pensa che divertimento. Ieri mi ha chiamato a sorpresa Paolo, il mio amico-collaga dell'università (ti ricordi?). Dopo 13 anni che non ci sentivamo ha esordito dicendo: "Ciao sono io". Minkia. All'epoca leggeva molto Nietzsche e riparava motorini. Che cosa farà oggi? Credo che la domanda rimarrà senza risposta. Un saluto ai nipotini. Apologia del baretto Per quello che è arrivato a questo blog cercando: "problemi di stomaco mensa aziendale". Ehm, amico, posso dire che ti capisco, ma accetta un consiglio: se non lavori in uno di quei posti alla Houellebecq, ovvero vetro-cemento disperso nel nulla (sul modello di questa foto) allora hai due chance: 1) portarti la roba da casa (ovviamente se ti porti gli involtini primavera del giorno prima i tuoi problemi resteranno). Questo risolverà in parte il problema dello stomaco, ma aggraverà in parte quello della tua depressione latente, della cui presenza sono quasi certo (altrimenti non avresti cercato "problemi di stomaco mensa aziendale" e probabilmente non avrsti cliccato qui). 2) Andare al baretto/trattoria vicino al lavoro. Questa è senz'altro la scelta migliore. Certo, ti costa qualche euro in più ma, credimi, ne vale la pena. Inoltre, per almeno mezz'ora potrai sentirti una semplice persona libera che va a mangiare in un posto carino, entrarai in contatto con individui che non necessariamente sono tuoi colleghi e, soprattutto, terrai viva una qualche forma di vaga possibilità sessuale che, sebbene astratta e nel tuo caso probabilmente velleitaria, resta comunque un potente motore per andare avanti nella vita. Potremmo mai vivere senza una qualche promessa di avventura? P.s. Sul tema referral restano per me un mistero quelli che - da anni - arrivano qui cercando "Persone brutte". Amici, voi non lo sapete, ma questa vostra scelta mi ferisce un po'. Ecco.
lunedì, dicembre 31, 2007 Libri che ho maneggiato in questi giorni di festa, alcuni leggendoli, altri scorrendoli, ma sempre con un peso nel cuor e forse ne parlerò e forse no, ma intanto faccio questo post sotto forma di titolo perché oggi mi sento uno sperimentatore che cerca il limite e cammina sul crinale dove forma e contenuto passano l'uno nell'altra (è un famoso crinale che sta in Friuli, credo) e insomma se invece di fare queste puttanate mi dessi da fare sarebbe meglio. Speriamo nel 2008 (si dice così, in questi giorni) Community Management. Processi informali, social networking e tecnologie Web 2.0 per coltivare la conoscenza nelle organizzazioni L'italiano dei giornali Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita Plasmare il web. Road map per siti di qualità Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità Cultura convergente Ma libera veramente. Trent'anni di Radio Popolare: voci, parole eimmagini. Trilogia della città di K. Manuale di redazione La saggezza della folla La lettera uccide Per la verità. Relativismo e filosofia Buon anno a tutti! giovedì, novembre 08, 2007 Piattaforma (di trivellazione) Preparo la lezione per i ragazzi ai quali alla fine farò aprire un blog (aleeee) mentre testo la piattaforma per la mia prossima aula virtuale di mercoledì. La piattaforma permette che tutti si colleghino con la webcam, ma è megllo non farlo se no si impalla. La piattaforma permette anche la co-navigazione, ma è meglio non farlo se no si impalla di brutto. La piattaforma consente anche di mostrare a tutti le slide del docente, ma poche (molto poche), poiché essa è molto suscettibile. La piattaforma permette anche di chattare con gli allievi, con una finestrella che assomiglia a un buco nel muro. Quindi, ragazzi, pochi messaggi e se non ne mettete è anche meglio. Ehi, questa piattaforma mi è simpatica. La mia lezione si intitolerà: "Fare le nozze coi fichi secchi", che è decisamente uno degli hit della mia vita. Nel frattempo mi sono messo su My space, non so neanche io perché. Vorrei tanto personalizzare il template in adolescent-style ma non ci riesco. E' decisamente una nemesi. Non ho capito neanche la differenza tra Add e request, per cui, per non sembrare un idiota non ringrazio mai nessuno. Mi arrivano richieste di amicizia da oscuri gruppi etno-jazz giapponesi. Forse vogliono che vada al loro prossimo concerto al discopub Pincopallitori-sama di Tokio ma mi sa che non ce la faccio. La sera, prima di dormire, continuo ostinatamente a fare la cosa che mi piace veramente, ovvvero leggere Alasdair McIntyre, ma siccome casco dal sonno devo riprendere una mezza pagina prima di dove mi sono fermato la sera prima, per riuscire poi a leggere solo una pagina. Totale: mezza pagina al giorno. Per maggio ho finito. Cristiano mi invita a una festa molto cool, con musica molto lounge, in un locale molto trendy in una zona molto chic nella quale, a suo dire, gira parecchia...beh, avete capito. Tutto questo scatena, come al solito, i miei complessi di inferiorità, che in genere si svegliano per molto meno (hanno il sonno leggerissimo). Per la cronaca: mi ricordo che Piero Fassino ce la menava ogni due per tre in ogni trasmissione televisiva con la storia della ragazza precaria che viveva con il suo ragazzo, anch'esso precario, e facevano fatica ad arrivare alla fine del mese. Ora io vorrei che questa ragazza precaria, così tanto evocata, ci dicesse come si trova dopo due anni. Stasera, a Roma, c'è il terzo ritrovo degli anobiani. Me sa che ce vado.
martedì, ottobre 30, 2007 I want to "changes" my rhythm (narcissistic post) Ma che blogger sarei se non vi mettessi puntigliosamente al corrente di ogni minima puttanata che faccio? Perciò, rispettando la tradizione, vi sottopongo il brano che ho creato all'interno del laboratorio orchestrale a cui partecipo. Il brano (corretto dal nostro maestro) è una variazione sulla nota sequenza armonica Rhythm changes (detta anche Anatole, in italia, e solo in italia). Su questa sequenza armonica hanno composto i più grandi (da Parker a Rollins) e naturalmente non potevo non infilarmi anchio giusto per rovinare un po' sta lista di capoccioni.
Lo spartito contiene il tema, il background e la sequenza armonica (un po' modificata in alcuni punti per motivi di background). Ecco dunque il PDF da scaricare della mia fatica. Per chi fosse interessato fornisco anche il file in formato sibelius, per permettere tutte le manipolazioni del caso. Ciao ciao
lunedì, ottobre 29, 2007 Gonzo disclaimer Ieri ero alla festa di Paolo, uno dei miei primi amichetti romani, che festeggiava i suoi trent'anni (beato lui) assieme ad altri amici di quel gruppo pazzoide che è la Brassmati Aw!rkestra. Siccome mi occupo di web e godo ancora di una immeritata credibilità, egli dava per scontato che conoscessi asphalto, di cui invece non sapevo una beneamata ceppa (come spesso mi capita su svariati argomenti). Altri punti persi, e vabbè...:-) La cosa che vi voglio segnalare è il disclaimer di Asphalto, una perla di web writing che non rispetta alcuna regola e per questo funziona. In genere, quando penso a "gonzo" contenuti immagino anche cose del genere. Grandi questi asphaltisiti, e barvo Paolo, sempre capace di sorprendermi: c'è gente che con un solo decimo del suo talento ce la mena dalla mattina alla sera (e io probabilmente sono tra questi). Lui invece ti ascolta e cerca di imparare qualcosa da te, mentre fa cose bellissime (almeno per me) di cui poi vieni a sapere per caso. E' bello che ci siano persone così. Grazie Paolo, e ancora buon compleanno.
giovedì, ottobre 25, 2007 'giorno Prof Oggi ho fatto lezione a simpatici ragazzi di vent'anni, aspiranti grafici e web designer. Era la prima volta che mi spingevo così in basso con l'età (generalmente non vado al di sotto dei neo-laureati, e per la maggior parte del tempo lavoro con persone adulte, nel senso di adulte adulte). Come al solito sono partito con l'idea che mi avrebbero fatto un mazzo così su ogni cosa, ma alla fine credo di essermela cavata (cavarsela significa niente gente che dorme o che guarda il cellulare e si fa allegramente i fatti suoi), complice anche il fatto che mancava la connessione a internet (e lasciamo perdere...). Come ovvio, nonostante le mie eterne velleità giovanilistiche, questa platea ha decretato il mio ingresso irreversibile nella fascia di persone che si chiamano "prof", a cui si dà del lei e che, quando passano in corridoio, provocano un lieve abbassamento della voce nei gruppi di persone. Non basta parlare di web (no, neanche di web 2.0) e andare in giro con lo zainetto: hai le rughe, e si vede. La cosa nuova è che ho scoperto che a tutto questo ero preparato, e non mi dispiace neanche. Benvenuta, età adulta.
venerdì, ottobre 19, 2007 Taggare il modo reale Lo conoscevate? Io proprio no. E' un progetto per taggare luoghi fisici con informazioni prese da Wikipedia. Uno attacca il codice al monumento e, grazie al cellulare, un altro accede alle informazioni di wikipedia relative. L'ho incrociato grazie a Domenico. In genere non sono incline a sengalare innovazioni di questo tipo, anche perché spesso mi entusiasmo per cose che sono già stradigerite da tutti e faccio la conseguente figura da pirla. Ad ogni modo mi sembra talmente visionario da meritare una citazione. Nel frattempo ho ricevuto un sms da una mia ex che diceva più o meno "Hai ancora questo numero? Un saluto affettuoso". Con questa persona ho avuto una storia a dir poco tragica, come sanno tutti quelli che mi conoscono da un po' di tempo. In ogni caso non la sento da cinque anni, appartiene ad un passato che comincia a sconfinare nel sogno ed è stata la causa di parecchie scelte radicali che ho fatto in questi anni, tra cui il cambio di città. Se la rivedessi penso proprio che le attaccherei sulla schiena, di nascosto, questo tag. mercoledì, ottobre 17, 2007 La mia CdP musicarella Ok, non ve ne fregherà niente, ma io sono molto contento di questo nuovo spazio che ho messo in piedi per supportare il lavoro della Franknsteinband, l'orchestra jazz a cui partecipo. Ho usato google gruppi, che tutto sommato dà le funzionalità che servono.Per il momento è tutto abbastanza fico: abbiamo le nostre discussioni, inseriamo i nostri brani, il nostro maestro li corregge, creiamo pagine di aiuto e tutto è divertente e utile. Non posso negare che questo sia anche un piccolo esperimento personale, per vedere come, all'interno di una Comunità di Pratica (e sfido chiunque a dire che questa non lo sia), si articoli la dialettica tra partecipazione e reificazione. Staremo a vedere. Bye. postato da 02068449 |
11:04 | commenti
categorie: riflessioni musicali, litanie personali, comunita di pratica lunedì, ottobre 15, 2007 Eccomi Ho appena consegnato il libro all'editore, e di conseguenza si conclude questa lunga, e un po' nauseante, fase di immersione. Un rigraziamento a Luisa, a Fraktal e a Cristiano, che mi hanno dato delle belle indicazioni. Ora questo blog, che ho assai trascurato, potrà proseguire, così come la mia vita. E ne ho accumulate di cose da fare: ad esempio andarmi a fare togliere le multe che mi arrivano a mitraglia perché il criminale a cui ho venduto la macchina l'anno scorso non ha fatto la trascrizioine al PRA e io ricevo multe a ripetizione nonostante abbia fatto la perdita di possesso per indisponibilità del mezzo (visto come mangeggio la terminologia tecnico-burocratica? E' il frutto di lunghe file al comando dei vigili di Roma - Ostiense. Ah, ma non potevo restare beatamente ignorante di tutta sta roba?). Ora posso solo sperare: a) che la macchina si rompa in mille pezzi (cosa che spero ogni santo giorno della mia vita) b) che i vigili lo becchino in flagrante e mi arrivi a casa il suo nominativo (ebbene sì, non so come si chiama quello a cui ho venduto la macchina. Vi assicuro che è possibilie) c) Che io lo becchi per strada d) che si ravveda e diventi un automobilista modello e) che decida di provare ad andare a fari spenti nella notte Nel frattempo vado a fare la mia consueta coda al comando dei vigili, che quando mi vedono si fanno delle matte risate. Bella lì.
domenica, settembre 23, 2007 Grandi novità, anzi no Per quanto tempo ancora dovremo sorbirci questa nenia insopportabile? Un consiglio a tutti i siti che si occupano di Business nelle PMI: fate una moratoria nella quale vi astenete dal dare notizie sul mondo delle tecnologie nelle aziende fino a quando non ci sarà una novità positiva. Ok?
lunedì, settembre 10, 2007 Apnea compulsiva Lo so, non aggiorno tanto in questo periodo, ma sono in totale apnea per finire la prima stesura del mio prossimo libro (li mortacci del mio prossimo libro). Come sa bene chiunque si sia dedicato a scrivere in modo strutturato (dalla tesi di laurea in avanti, per intenderci), il processo di scrittura non comincia e non finisce davanti a una tastiera, ma continua a macinare anche negli altri momenti della giornata. Il che equivale a dire che scrittori sono degli ossessivo-compulsivi. Ad ogni modo, per non lasciarvi senza avervi dato qualche cosa, vi segnalo l'ultimo numero di UsabilityNews, ovvero la pubblicazione di quei pazzi della Wichita University che da un po' di anni fanno esperimenti di tutti i tipi sezionando il capello in quattro sulla percezione dei font e altre amenità. in questo numero va segnalata una ricerca sul rapporto tra tipi di font e percezione dell'ethos di un sito e una ricerca sulla percezione dei diversi tipi di "carrelli" nei siti di e-commerce. Ciao ciao e ci risentiamo quando riemergo dall'apnea. P.s. Per la cronaca, il mio libro si intitolerà qualcosa come: giovedì, agosto 30, 2007 Tristezza di un giorno tristissimo Io con un libro di Franco Carlini ci andavo avanti per anni. Franco era sempre oltre, anzi, come dicevamo spesso con Leuca, era sopra. Riusciva a vedere le cose come dall’alto e a prenderle da un’angolazione che a tutti noi (e sottolineo tutti) sfuggiva. Noi che ci occupiamo di web, di comunicazione, di nuove tecnologie, noi che ci barcameniamo di fronte a tutte le ultime novità del momento avevamo sempre qualche cosa da imparare dalle sue riflessioni, così pulite, coraggiose, oneste, e così poco invischiate con l’euforia isterica da cui tutti noi spesso ci lasciamo sedurre. Anche quando assumeva le posizioni più critiche, anche quando lanciava le sue provocazioni più scomode, ci costringeva a fare i conti con le nostre posizioni e a riflettere su quello che avevamo dato per scontato e scontato non era. Per accorgerci poi che, il più delle volte, aveva ragione lui. Ho avuto il pregio di conoscerlo personalmente e di lavorare con lui per un breve periodo. Mi contattarono i suoi collaboratori perché mi avevano trovato in rete. Così, molto semplicemente e senza tante cerimonie. Difficile dire quanto sia stato onorato di questa opportunità, che in un certo senso, ha contribuito a orientare le mie scelte successive (dimissioni, libera professione ecc). Oggi è un giorno triste per la rete italiana, ma soprattutto (scusate la nota un po’ egoistica) è un giorno tristissimo per me, perché Franco era diventato nel tempo uno dei miei punti di riferimento (ma forse lo era un po' di tutti, credo). Oggi mi sento molto più solo, molto più indifeso e molto più incapace di capire quello che mi sta intorno. Grazie Franco, per tutto. venerdì, agosto 10, 2007 Tag e nuvole di pioggia Una delle cose che più mi lasciano insoddisfatto, di tutto questo 2.0 è la maniera ancora grezza con cui vengono trattati i tag. Non è certo una notizia: che quello della classificazione sia un problema reale, del quale i tag costituiscono solo una soluzione parziale è risaputo, e chi troverà la soluzione ottimale diventerà probabilmente miliardario. Rimane il fatto che con i tag le ricerche sono sempre o troppo generiche o troppo specifiche. Almeno, se continuiamo a cercare usando un tag alla volta. Ma perché questo vincolo? Chi lo ha stabilito? Insomma, mi chiedo perché non viene mai applicata la semplice logica booleana alla ricerca dentro i tag. Mi spiego: mettiamo che abbia 10 oggetti: - 4 di questi decido di taggarli come "web" Ora, a questo punto se cliccassi sul tag "web" troverei 8 oggetti, se cliccasi sul tag "comunicazione" troverei 7 oggetti e se cliccassi sul tag "internet" troverei 3 oggetti (fidatevi, ho fatto i conti). Ma non avrei nessun modo per estrarli tutti e 10. Quello che vorrei, tanto per cominciare, è la possibilità di fare due tipi di estrazioni: - dammi tutto quello che è taggato "web" O "comunicazione" O "internet" (10 oggetti) Ora, non riesco a proprio a capire perché nessun servizio 2.0 proponga una soluzione del genere (almeno che io sappia). L'unica spiegazione che mi dò è questa: i tag sono visti ancora come una cosa alla moda e non un reale strumento di ricerca. E allora vaaai con le tag cloud. Anche se queste nuvole, mi sembra, cominciano ad annunciare pioggia.... (Ehm, si nota che qui a Roma oggi è piovuto?) postato da 02068449 |
19:11 | commenti (1)
categorie: litanie personali, enterprise 20, folksonomie interne mercoledì, agosto 01, 2007 Rumori e silenzi del 2.0 Su Anobii regna un silenzio surreale. Sembra di essere in un museo, in un monastero, in un chiostro benedettino. Elenchi su elenchi su elenchi di libri inseriti da persone che non esistono. Io non esisto, su Anobii. Magari i creatori si sono ispirati a Paul Ricoeur. Avranno detto: il testo è tutto, il resto è inessenziale. Ok, ci sono i gruppi, ma sono silenziosi anche loro. E' tutto ovattato, anzi, incartato dentro a pagine e pagine di libri. Piacerebbe a Borges. Si, ci sono i commenti sui libri, ma l'impresisone di un grande silenzio (ecco adesso batto piano sulla tastiera per non rovinare questo silenzio schhhh...). Io sono un anobiano. Il che vuol forse dire che sono un extraterrestre. Io metto codici ISBN dentro le caselle. Lo faccio in silenzio, faccio tutto in silenzio. Entro in punta dei piedi nelle librerie degli altri e esco accostando la porta. Messaggi. il sistema è in manutenzione. Ti abbiamo trovato altri libri. un altro anobiano ti ha visitato. Chi è? Vallo a sapere. E' un anobiano come te. E' più o meno grosso così nella tua tag cloud. Ehi un sacco di anobiani hanno i tuoi stessi libri!! Schhhh. ok, ho capito, non ti infervorare. Silenzio. Clicca. clicca clica, ecco che hai trovato il libro che hai letto trenta anni fa. Lo aggiungo? Ma si. La lista si allunga, noi ci accorciamo. Si, lo so, esistiamo tutti e tutti andiamo a fare la spesa e suoniamo il clacson, ma su Anobii è come quando entriamo ai musei vaticani. Schhhhh. In compenso su Yahoo answers c'è un casino insopportabile. mercoledì, luglio 25, 2007 Che cosa aspetti a provare?!?!? Ehi amico, Hei, lo sappiamo, tutto questo. E possiamo aiutarti. Davvero!!!!!! Se anche tu pensi costantemente a tutti i tuoi errori e sei perseguitato dai rimpianti, se quello che ti aspetta non ti piace e se quello che ti piace non ti aspetta noi abbiamo la soluzione che fa per te. Questa soluzione ha un nome: Bubble shooter!!!!!!!!. Non è uno scherzo amico. Con Bubble shooter tutti i tuoi problemi si dissolveranno. Ricorda: neanche il secondo Wittgenstein e il primo Richard Rorty, che tanto ne avevano parlato, c'erano mai riusciti veramente. Abbandona questi nevrotici siti 2.0, butta in cantina questi libri che ti terrorizzano, spegni definitivamente questo cellulare fonte di ansie e preoccupazioni. Solo Bubble shooter narcotizzerà la tua anima, annienterà le tue paure, semplificherà i tuoi problemi, eliminerà dalla tua vita il problema del tempo. Con Bubble shooter, amico, potrai metterglielo in quel posto ai tuoi pensieri. Bubble shooter è l'unica terapia basata sull'azione concreta e presente della persona. Niente pensieri, niente passato, niente futuro, niente di niente. Pensaci!!!! Ricorda: Bubble shooter è la soluzione ai tuoi problemi. Pulita. Facile. Definitiva. Non esitare ancora: falllo e basta!!! Tanti altri come te sono già entrati nella nostra community di disattivati mentali. Ti aspettiamo!!!!!!
lunedì, luglio 23, 2007 Un'idea per un 2.0 d'artista Non è proprio un'idea, ma beh, insomma, una specie di abbozzo di esigenza. Il fatto di frequentare, in questo periodo, Anobii molto intensamente unito al fatto che Leuca e una sua collega sono alle prese con l'ennesimo-sito-dell'ennesimo-amico-pittore (in questo caso il sito di Thierry Bouffeteau) mi ha fatto riflettere su una cosa. Ci sono una marea di artisti in giro (pittori, disegnatori, litografi ecc) che hanno l'esigenza di farsi conoscere e di promuovere le proprie opere (e magari venderle). Per fare questo in genere "fanno il sito" (prima o poi nella vita di qualunque smanettone che si rispetti capita di dover fare il sito dell'amico pittore). Se invece ci fosse un bel 2.0 dei pittori, in cui ciascuno crea la sua pagina con le sue opere, le tagga, trova gli amici, gli estimatori, mette in vendita - o all'asta - le sue produzioni, oppure le fa scaricare a pagamento ad alta risoluzione, mette la cornice e il commento all'opera, favorisce l'aggregazione con opere simili, si fa commentare e votare dagli utenti, crea la propra galleria d'arte eccetera eccetera eccetera (insomma tutta la pappardella con varianti del 2.0). Beh, insomma, non sarebbe meglio per tutti? I pittori avrebbero finalmente una vetrina funzionale e fatta come si deve (e non si sentirebbero più soli, peraltro), gli utenti avrebbero un panorama enorme di opere da guardare e anche da comperare (e anche da utilizzare gratis a bassa risoluzione) e gli smanettoni non avrebbero più 'sta pippa del sito-dell'amico-pittore da fare. Ecco. Piccola proposta di autocandidatura Da Punto Informatico di oggi (intervista a Lelio Alfonso, Responsabile comunicazione istituzionale e del Governo): Vogliamo inoltre potenziare sensibilmente il sistema di comunicazione interna, perché la P.A. ha "fame" di notizie ed è corretto che transitino direttamente in intranet e non solo attraverso i canali esterni. È una sfida culturale che credo sia giusto lanciare in questa fase. Ecco, se avete bisogno di una mano, io sono qui. sabato, luglio 21, 2007 Momentaneamente trasferito su Anobii Ovviamente all'inizio l'ho snobbato. Ovviamente ora ci sto praticamente in pianta stabile. Caricare i libri su Anobii richiede fatica e pazienza, e anche un po' di senso dell'assurdo. Perché lo faccio? Vattelapesca. Ad ogni modo questo è il risultato, ancora provvisorio. Ed è meglio che mi sbrighi a finire prima che le mie domande arrivino alla parte saggia del mio cervello...
mercoledì, luglio 04, 2007 Il diavolo fa le mensole ma non i pomelli All'Ikea hanno capito la differenza tra sostanza e interfaccia. All'Ikea hanno capito un sacco di cose. Hanno capito che è possibile avere delle strutture banali e prosaiche (l’armadio Pax, i pensili Vattern..) ma che, aggiungendo una adeguata facciata, si trasformano in qualche cosa di tuo. In quello che hai sempre voluto. Questa cosa mi spaventa: come avete fatto a capire chi sono? Come avete fatto a capire che il vetro semitrasparente mi fa sentire molto lounge, che i copridivani intessuti a mano mi fanno sentire amico del terzomondo, che lo specchio ondeggiante mi fa sentire giovane e che i calici di vetro mi fanno sentire intellettuale parigino? Chi siete? Io non vi ho mai incontrato ma sembra che sappiate tutto di me. Sapete che sono disposto a portarmi i mobili a casa da solo e a montarmeli senza fiatare. Le vostre istruzioni di montaggio sono talmente chiare che le capirebbe un analfabeta della foresta amazzonica. Sapete quanto sono disposto ad aspettare in coda e che dopo tanta fatica non ci starebbe male un panzerotto e una birra. Mi fate fare una fatica immonda a prelevare da solo le cose dagli scaffali ma riuscite a trasformare tutto questo in un’inebriante avventura. I vostri impiegati sono professionali e cortesi e hanno le risposte prima che io formuli le domande. Non guardano nel computer, ma in una sfera di cristallo dentro la quale ci sono io, ci sei tu, ci siamo tutti. Ogni cosa è dannatamente al suo posto. Mi date il metro, la matita, il foglietto, mi indicate la strada e le scorciatoie e le mie domande più segrete trovano risposte esplicite e pubbliche in cartelli, etichette, fogli illustrativi. Chi ve le ha dette tutte queste cose? Siete riusciti anche a fare lavorare gli abusivi che ti mettono i mobili in macchina, facendoci sentire tutti più buoni e benefattori. Da voi non si comprano mobili, ma pezzi di sé positivo, ripulito, rilassato. Alla fine, che lo vogliamo o no, diventiamo persone migliori. Ikea people. Che io sia giovane, di mezza età, gay, professionista, impiegato, terzomondista, individualista, che viva da solo o con trenta persone, che abbia un monolocale al prenestino o un attico ai Parioli da voi mi sento a casa. Voglio lavorare da voi, voglio fare l’amore che il vostro negozio, voglio sentirmi su, voglio godere ancora e ancora e ancora. Eccomi, sono io. Dicono che il diavolo stia nei dettagli. E l’altro giorno non sapevo come attaccare il pomello all’anta del bagno. Nessun buco, nessuna fessura preimpostata. Alla fine bisognava trapanare, ma non era indicato bene in che punto. Niente paura: anche questo minuscolo brivido di libertà, questa frattura nella macchina, questa piccola scelta personale di second’ordine era prevista. lunedì, luglio 02, 2007 Aggiornamenti sul sottoscritto Fa caldo e Il dentista mi ha massacrato. Ho rotto il salvadanaio (io tengo veramente un salvadanaio) e con il ricavato mi sono comprato un Macbook che non so usare ma che devo per forza imparare prima del prossimo barcamp. Sono un provinciale. Leuca mi fa notare che Duke Ellington ha copiato "In a sentimental mood" da "Monastero 'e Santa chiara" e a me non viene più voglia di suonarla con il flauto. Mi accingo a finire il libro che sto scrivendo (visto che ho trovato un editore abbastanza stordito da dirmi "sì"). L'estate si preannuncia densa di appuntamenti a cui vorrei mancare. Leuca ha finalmente messo in linea il sito dei concerti nel parco ma non ci scappa fuori il biglietto omaggio. Presto aggiornerò il sito con cose abbastanza interessanti, ma voglio aprire al più presto un blog dedicato ai dettagli della vita quotidiana. Leggo l'ultimo libro di Wenger tradotto in italiano (una figata) dopo una sfilza di cazzate indegne che ho letto solo perché devo capire cosa non fare nel mio prossimo libro (ad esempio citare chiunque passa per strada, riportare interi brani non tradotti, seppellire il lettore di punti elenco senza sostanza, nascondermi dietro formule magiche e mantra manageriali). Devo tagliarmi i capelli, trovare nuovi clienti, andare all'Ikea, comprare lo stereo, migliorare l'intonazione del sax soprano perché quando faccio le note alte sembra che stiano strozzando una gallina. Voglio finirla di fare liste per ogni cosa che devo fare. E voglio finalmente smetterla di pensare che sono in ritardo su ogni cosa. venerdì, giugno 01, 2007 100 al giorno L'ho messo in piedi per caso, per scommessa, per tenere a mente i miei appunti sull'argomento, per dare consigli pratici nuovi ogni volta che li trovo. E, insommma, alla fine non so manco io perché l'ho messo in piedi. Non mi commenta quasi mai nessuno, e alla fine credo che sia poco più che un gioco solitario (anche se ho messo Adsense, seee figuriamoci). Va beh, ad ogni modo il mio blog sulle presentazioni effiaci si fa lo stesso i suoi centro accessi al giorno (più o meno). Arrivano quasi tutti da Google, e io me la meno sempre pensando se avranno trovato o no quello che cercavano. Mi sembra stupefacente, anche se ieri sera Alberto mi ha detto che questi accessi sono fisiologici. Ok le indicazioni di normalità mi tranquillizzano. Ma mi sembra comunque un bel risultato. Va beh, diciamo un risultato e basta (anche se sto su Splinder e quindi sono una pippa ecc ecc). Alla prossima...
giovedì, maggio 24, 2007 Saluto dal ciberspazio Siccome vedo che ogni giorno c'è almeno un accesso dalla intranet della mia vecchia azienda ne approfitto per salutare tutti i miei ex colleghi (posso mandare un saluto in trasmissione? eh? ciao ex colleghi - Saluto con la mano e lo sguardo ebete). Qui fuori le cose vanno così così, ma so che anche voi vi barcamenate. Vi prometto che quando trovo la soluzione a tutti i nostri prblemi la posto sul blog a disposizione di tutti. Un salutone
venerdì, maggio 04, 2007 Eccola
Da qualche giorno è tornata l’angoscia senza nome. Ciao angoscia senza nome.
Quando arriva l’angoscia senza nome tu non puoi fare niente: puoi solo aspettare che passi, mentre nel frattempo prendi decisioni sbagliate, mandi mail sconclusionate, respiri a fatica e hai paura di uscire di casa. L’angoscia senza nome non ha cause specifiche (se no avrebbe un nome), ha solo effetti: è un movimento sussultorio della tua intera esistenza.
E in questo movimento si sgretola tutto e quello che rimane ti fa paura. Perché l’angoscia senza nome evoca fantasmi. E più vai avanti più i fantasmi aumentano, entrano in casa, si accendono una sigaretta, si fanno una birra e ridono di te scuotendo la testa.
Con alcuni ormai ho fatto amicizia, ma da qualche tempo ce n’è qualcuno con una faccia che non mi piace per niente. Ma a voi chi vi ha invitato? Come vi siete imbucati? Bighellonano per casa, guardano le mie cose, agitano i miei foglietti, mi chiamano per nome, si indicano tra di loro il computer e il sax se la ridono di gusto. Non vi voglio tra i piedi, ma loro mi dicono che li ho chiamati io e adesso che cacchio voglio da loro.
Claudio, che la sa lunga, mi dice che non permetto a me stesso di avere ansia e quando questa arriva è una prova che non le saprò gestire. E allora arriva il panico. Come nel paradosso di Epimenide ho ragione perché ho torto e ho torto perché ho ragione.
I psicoterapeuti cognitivisti son così.
mercoledì, maggio 02, 2007 Segnalazioni vertiginose C'è un posto dove vado quando sono stranito e voglio capire qualche cosa di me. E generalmente porto sempre a casa qualcosa, che l'autore lo voglia o no. E' il posto del Vertigo. Il suo ultimo post parla di lui. E parla di te. E parla di me. Darei dieci anni di vita per avere metà del suo talento. E di anni non me ne restano poi tanti. Nei mediocri scrittori come me la profondità diventa a volte una vaga malinconia; nei grandi, spesso, si trasforma in una generosa ironia.
giovedì, aprile 26, 2007 La scala della bogger-seduzione 1) Farmi leggere da te
giovedì, aprile 19, 2007 Io sono nato qui Ho scoperto da poco questo blog, che parla della mia cittadina natale. La persona che lo ha creato ne ha creati anche tanti altri, tutti interessanti. Da esplorare. (già, ma come ci si arriva? Vatti a ricordare...).
mercoledì, aprile 18, 2007 Io lavoravo qui E quante convention ho contribuito a organizzare in quella sede di Rozzano, quando stavo a Milano...Va beh, ho voltato pagina. Avrò fatto bene? Ancora non l'ho mica capito. Ma una cosa è certa: sento veramente la mancanza di tutto il succoso gossip che in questo momento i miei colleghi staranno facendo "da dentro" a proposito di quello che sta succedendo (e tenetemi al corrente, bastaaaaardi....).
martedì, aprile 17, 2007 Gusti e cultura nella coda lunga
Ci sono molti modi per capire quando una teoria è una buona teoria.
Una teoria è buona se riesce a spiegare in modo semplice ed unitario una massa enorme di fenomeni eterogenei (potere esplicativo delle teorie). Inoltre è molto buona se è capace di ampliare la gamma di previsioni che possiamo fare sui fenomeni futuri (potere previsionale delle teorie). Ma non basta: generalmente una teoria veramente buona è capace di ristrutturare l’intero campo dei fenomeni che descrive (potere ontologico delle teorie).
Insomma, dopo l’apparizione di una buona teoria è la nostra stessa realtà ad apparire diversa (pensate, tanto per fare esempi noti e vicini a noi, all’interpretazione dei sogni di Freud, alla teorie del linguaggio di Saussure o di Chosmsky, alla Teoria dell’Informazione di Shannon, alla teoria del calcolo di Turing, alla teoria della post-modernità di Lyotard e così via)
Che si rivelino, alla lunga, totalmente giuste o in parte sbagliate, la loro stessa formulazione riorienta gestalticamente la nostra esperienza delle cose.
Il potere della coda lunga
Quando una buona teoria appare sulla scena, dunque, abbiamo molti motivi per essere felici uniti a qualche comprensibile motivo di preoccupazione, legato per lo più alle derive e sovrainterpretazioni a cui la teoria stessa da luogo. E’ il caso della teoria della “coda lunga” di Chris Anderson.
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